La valorizzazione delle elevate professionalità in ASI attraversa le epoche della Storia

Il confronto sindacale sull’art.15 (progressioni di carriera per i tecnologi) è partito molti molti mesi fa.

Nel frattempo vi sono state (i) in ASI stabilizzazioni, trasformazioni di contratti da tempo determinato a tempo indeterminato, progressioni giuridiche/economiche per il personale dei livelli IV-IX (con un numero di posti superiore al numero dei candidati!), comandi e trasferimenti a gogò da altre amministrazioni, il commissariamento, la ministeriale ESA, …

… al di fuori dall’ASI le elezioni politiche italiane, la crisi della Cecenia, le elezioni del presidente USA, le Olimpiadi di Pechino, la crisi finanziaria mondiale, la repressione in Tibet, gli attentati in India, ..

Vi sono stimati professionisti in ASI che sono al livello iniziale del profilo di tecnologo da ancor prima della caduta del muro di Berlino. La valorizzazione delle elevate professionalità in ASI attraversa le epoche della Storia.

Il confronto sindacale sull’art.15 (progressioni di carriera per i tecnologi) è partito molti molti mesi fa, male, malissimo.

Nella versione ereditata dalla gestione precommissariale erano facilmente riconoscibili alcuni curricula. Il vizietto della fotografia. Pur non condividendo diversi punti della attuale versione presentata dall’ASI, riconosciamo però il merito di aver cancellato quella vergogna. Ovviamente qualcuno ritiene tale versione non più aderente alla specificità [di qualcuno in particolare ] dell’ASI.

L’attenzione al dettaglio, alquanto sgradevole ma purtroppo necessaria per la salvaguardia della decenza, fa però perdere di vista il quadro complessivo.

L’articolazione delle elevate professionalità ASI (tecnologi) in tre livelli nasce da una logica parauniversitaria. La realtà dell’ASI è ben diversa. L’assegnazione di incarichi può prescindere dai livelli e non di rado prescinde. Proviamo però a vedere la logica dei tre livelli applicata nel suo luogo d’origine e confrontiamolo con la sua applicazione in ASI.

Sulla base dei dati MIUR e di quelli ASI in nostro possesso si può tracciare il seguente grafico, che si commenta da sé:

immagine1

Una ripartizione analoga alla realtà universitaria porterebbe in ASI a

  • 23 passagi al primo livello
  • 24 passaggi al secondo livello
  • 29 nuove assunzioni al terzo livello

I numeri di tali passaggi, peraltro non sarebbero nemmeno adeguati se si tiene conto dell’età media dei tecnologi, ai tempi del CNR/PSN intorno ai 30 anni, oggi intorno ai 50 anni.

Vale il principio che se non ci sono nuove assunzioni di giovani le progressioni di livello sono bloccate?

Al di là degli aspetti sindacali, e dei passaggio di livello attualmente previsti, in numero largamente insufficiente, la mancata immissione di giovani tecnologi rappresenterebbe la fine dell’ASI, quanto meno come agenzia e non come struttura paraministeriale.

Il quadro non è confortante se associato al piano di fabbisogno del personale che prevede 125 tecnologi su di un totale di 250 unità di personale, rispetto ai 164 previsti nella riforma del 2003.

Ma è vero che le persone sono il capitale organizzativo più importante di un’agenzia?

(Vi ricordate il post al link Il GAO, la NASA e l’Agenzia Spaziale Italiana … People are an agency’s most important organizational asset ?)

Fabbisogno del personale: in concreto le 2 ASI

Pochi giorni fa. Confronto tra le delegazioni ASI e ANPRI/CIDA. Tra gli argomenti il piano triennale di fabbisogno del personale.

La nostra associazione afferma che, allo stato attuale, reclutare altro personale può solo aumentare la confusione. Il subCommissario osserva che, prima di pronunciarsi, la gestione commissariale deve valutare  i futuri assetti dell’Agenzia e la conseguente struttura organizzativa. A valle di questo processo si può seriamente pensare anche a nuovi reclutamenti.

Ovviamente il subCommissario ha ragione. Un ragionamento da Prima ASI.

Ma la Seconda ASI non demorde. Continua a procedere nei comandi (e conseguenti trasferimenti) di personale da altre Amministrazioni, senza un piano organico, sulla base di esigenze settoriali (se non peggio), a dispregio delle norme che regolano i diritti sindacali, in una logica di emergenze (di cui è, peraltro, tra i principali artefici).

Ma la ciliegina sulla torta, nel piano di fabbisogno proposto all’approvazione del Commissario, sono i 2 posti da dirigente di prima fascia, su di un totale di 5 posti per dirigente amministrativo. Erano stati approvati dalla precedente amministrazione: vanno confermati!

Contemporaneamente, a dispetto del decreto di riforma che prevedeva un organico di 164 tecnologi su di un totale di 250 unità di personale, si ripropone un organico di 125 posti per i tecnologi. Erano stati approvati dalla precedente amministrazione: vanno confermati!

Alla faccia delle stabilizzazioni e di assunzioni di giovani laureati nel settore spaziale.

Le 2 ASI

La prima ASI.

L’ASI dei progetti spaziali. Talvolta più orientata alla scienza, talvolta più attenta alle applicazioni. Talvolta eccessiva negli aspetti promozionali, talvolta troppo orientata agli sviluppi tecnologici non finalizzati. Con i suoi (nostri) vizi, ma con la sue (nostre) virtù. Anche grazie ad essa esiste in Italia un importante “tessuto” produttivo e di ricerca nel settore spaziale.

La seconda ASI.

L’ASI della più scadente burocrazia ministeriale, l’amministrazione di un feudo. Nega ogni slancio ed ogni evoluzione. Uccide gli entusiasmi. Ha creato un connubio tra l’avvilimento delle risorse umane ed una deteriore pratica sindacale.

La seconda ASI è una piaga, un bubbone, una metastasi. Senza cure ucciderà lentamente  la prima.

Messaggio dedicato alle più giovani leve dell’Agenzia Spaziale Italiana.