Nelle migliori organizzazioni si sa che il personale è il principale “strumento” per il raggiungimento degli obiettivi, per il soddisfacimento della propria missione. Vale per i piccoli gruppi, vale per le Nazioni. Lo vediamo nello sport, un team coeso è in grado di competere. Un esercito che vince ha sicuramente curato la compattezza dei propri ranghi.
Nella Società della conoscenza si parla con rilievo anche del employee empowerment. Nelle aziende e negli enti ad elevato “capitale intellettuale, come l’ASI, la politica delle risorse umane è una chiave per il successo.
Abbiamo di fronte mille esempi.
Lo sappiamo tutti, o quasi: i vertici dell’ASI, passati e presenti, non lo sanno.
Perché altrimenti hanno inventato miriadi di diversi rapporti contrattuali?
Perché altrimenti continuano a dire che l’ASI è sottodimensionata, quando non utilizzano professionalità interne?
Perché altrimenti continuano ad assumere consulenti, senza darne notizia (nominativi ed importi) sul sito web, come previsto dalla legge (si veda i primi 150 giorni)?
Perché altrimenti hanno creato ed accresciuto una jungla retributiva (termine utilizzato dal passato presidente!!!) ?
Perché hanno nascosto un parere del vice-commissario che riteneva che i tecnologi dovessero avere un CCNL in area separata della dirigenza, coerentemente con la 165/2001 e la specificità dell’ASI?
Perché nascondono anche ai sindacati fatti che per legge o per contratto dovrebbero essere resi pubblici (si veda il bunker)?
Perché è stata istituita una commissione di alto livello (presieduta dal vice-presidente), che in 4 (quattro) mesi non ha ascoltato nessuno, né ci risulta abbia prodotto alcunché?
Perché in generale adottano provvedimenti che creano divisioni e conflitti all’interno del personale?
perché?
perché?