Il commissariamento dell’ASI: preludio ad una riforma dell’Agenzia?

Il commissariamento dell’Agenzia Spaziale Italiana è stato disposto ai sensi dell’art. 1, comma 5 della legge 165 del 2007 (approvata dal precedente governo Prodi nel quadro di una riforma degli enti di ricerca, ASI inclusa):

Ferme restando le procedure di commissariamento previste dalle norme vigenti, nel caso di modifiche statutarie inerenti alla missione dell’ente e alla sua struttura di governo, ovvero nel caso di comprovata difficoltà di funzionamento o di mancato raggiungimento degli obiettivi indicati dal Governo, il Governo può procedere al commissariamento degli enti attraverso decreti sottoposti al parere delle Commissioni parlamentari competenti. Le Commissioni si esprimono entro trenta giorni dalla data di trasmissione. Decorso tale termine, il Governo può comunque procedere al commissariamento. Dalle disposizioni del presente comma non devono derivare oneri aggiuntivi per il bilancio dello Stato.

La contemporanea dimissione di tutti i consiglieri di amministrazione, salvo uno, implica palesemente una “comprovata difficoltà di funzionamento“. Non dimentichiamo però che nelle due passate legislature era stato presentato un disegno di legge bipartisan che prevedeva il passaggio della vigilanza dell’ASI dal MIUR alla Presidenza del Consiglio. Tale disegno è stato osteggiato (in modo altrettanto bipartisan!) dai ministri Moratti e Mussi. La clausola interessata potrebbe essere dunque “nel caso di modifiche statutarie inerenti alla missione dell’ente e alla sua struttura di governo“. Nei prossimi mesi lo vedremo confermato o meno dai fatti.

L’insediamento del commissario Saggese potrà avvenire entro luglio o ai primi di settembre, compatibilmente con gli impegni delle commissioni parlamentari competenti.

Il presidente Bignami ha informato il personale dell’ASI sull’avvenimento augurando buona fortuna a tutti. Augurio che ovviamente ricambiamo.

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